Il 29, 30 novembre e 1 dicembre avrà luogo il 3° Congresso Nazionale del
PSI. Un congresso non facile che dovrà affrontare problemi temi e problemi
interni al Psi ma, si spera, non solo questi.
Occorre che i Socialisti e con
essi il Partito Socialista trovino forza ed energie per avviare un
ripensamento, generale e complessivo, sul ruolo ed il posizionamento del Partito
nel quadro politico italiano.
Limitare come fa qualcuno la
questione congressuale alla conferma o meno della segreteria Nencini non coglie il senso della "posta" in gioco ( il futuro del socialismo e della sinistra in Italia) e non rende giustizia ai compagni e alle compagne del PSI.
Lo scriviamo Noi che operiamo,
agiamo e abbiamo deciso di organizzarci
fuori dal PSI, dando vita al Partito Socialista dei Siciliani (PSdS) ma
che, senza spirito settario, guardiamo al futuro del socialismo e della sinistra
senza prevenzioni né gelosie, convinti come siamo che una “sintesi” sia utile e
necessaria, in Sicilia come altrove.
Questioni come il riassetto della
forma Stato, il governo dell’economia, il riequilibrio sociale della fiscalità,
la tutela del lavoro e dei diritti dei lavoratori sono temi su cui anche il PSI può anzi deve
dire la sua.
Diversamente da altre compagne ed
altri compagni socialisti Noi non crediamo che il confronto tra tre diverse
mozioni sia necessariamente un segno di debolezza politica, anzi tutt’altro.
E’ nostra convinzione che se vi
sarà nell’Assise veneziana un vero confronto dialettico tra diverse visioni,
anime e sensibilità del socialismo, allora sì, che il congresso potrà dirsi
riuscito.
Tuttavia la nostra scelta è ben
chiara ed è orientata, per ragioni programmatiche ed ideali, a prendere
posizione a fianco, dei compagni iscritti sia al PSI sia al PSdS, per
appoggiare la mozione proposta dai compagni e dalle compagne della Sinistra
Socialista, che propongono la candidatura di Franco Bartolomei alla segreteria
del PSI.
In questa prospettiva ed in tal
chiave come Coordinamento Politico del PSdS, formato tanto da iscritti al PSI
che da non iscritti (come me), abbiamo
varato un documento che già trasmesso alla Sinistra Socialista dovrebbe essere
parte integrante della proposta politica offerta al Congresso di Venezia.
In questo documento che parte
dalla Sicilia, dai socialisti siciliani del PSdS, Noi offriamo una prospettiva
di reale,concreto, non egoistico federalismo, impegnato a dare soluzione
all’irrisolta Questione Siciliana.
Federalismo inteso nel solco
socialista che fu dei Fasci Siciliani dei Lavoratori ma anche di compagni non
siciliani come, ad esempio, Silvio Trentin o ancora Mario Alberto Rollier, che ponevano le questioni nazionali ed identitarie
al centro di una riflessione politica e sociale condivisa intesa come partecipazione
politica dei e nei Territori.
In questa prospettiva giunga
fraterno, ai compagni e alle compagne del Partito Socialista Italiano,
l’augurio di una serena Assise e sappiano che il PSdS guarda al loro travaglio,
con attenzione e rispetto, certo che solo un democratico chiarimento
all’interno del PSI potrà favorire un reale processo di aggregazione, partendo
dai Territori, delle forze e dell’esperienze socialiste, il cui peso al momento, per motivi vari, il PSI
ha abbandonato, per lo più, sulle spalle dell’associazionismo e del
movimentismo socialista di base . E’ tempo, anche per il Partito Socialista ,di riprendere un percorso
alla ricerca delle ragioni del Socialismo, sviluppato nel confronto e nella
dialettica, se necessario anche aspra, delle posizioni.
Buon Lavoro
Fabio Cannizzaro, del Coordinamento Politico del Partito
Socialista dei Siciliani (PSdS)

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